Le paratiroidi sono quattro piccole ghiandole, delle dimensioni di un chicco di riso, localizzate due per lato presso la tiroide, alla base della gola. Raramente, oltre a queste quattro, se ne possono trovare altre in sedi anomale. Ciascuna di queste ghiandole produce l’ormone paratiroideo (PTH), che ha una grande importanza nella regolazione dei livelli di calcio nel sangue (calcemia). Se le paratiroidi non funzionano correttamente, si riscontrano livelli anomali di calcio nel sangue: questo può portare a patologie a carico delle ossa, dei reni, dell’intestino, dell’attività muscolare e cardiaca. Se i livelli di calcio sono troppo alti, si ha l’ipercalcemia, che si manifesta soprattutto con sintomi come affaticamento, nausea, perdita di appetito, dolori addominali, dolore osseo e fragilità ossea, calcoli renali; se i livelli ematici di calcio sono troppo bassi, si ha invece l’ipocalcemia, che si manifesta soprattutto con dolore addominale, crampi muscolari o spasmi, sensazioni di formicolio, intorpidimento delle estremità e delle labbra, affaticamento.

Quando c’è il sospetto di una patologia a carico delle paratiroidi, si eseguono prima di tutto esami del sangue per individuare eventuali livelli anomali di calcio: questo può rappresentare un indice precoce di tali malattie.

In caso sia necessario intervenire chirurgicamente, si eseguono indagini radiologiche (ecografia del collo, scintigrafia Mibi in doppia fase con tecnica SPECT, più raramente TAC e/o RMN del collo) in modo da poter guidare il chirurgo ed escludere altre anomalie associate.

Le malattie delle paratiroidi si dividono in:

Iperparatiroidismo:
si ha quando le paratiroidi producono ormone paratiroideo in eccesso, il che porta solitamente ad ipercalcemia.

  • -Iperparatiroidismo primario
  • Nell’85% dei casi l’origine dell’iperparatiroidismo primario è riconducibile a un tumore benigno (adenoma) in una delle paratiroidi.
  • Meno comunemente, può essere causato da adenomi multipli o da iperplasia (un aumento del volume e dell’attività) di due o più ghiandole paratiroidee.
  • Eccezionalmente l’origine della patologia è legata alla presenza di un tumore maligno, il carcinoma paratiroideo, che produce un eccesso di PTH.
  • -Iperparatiroidismo secondario
  • Si caratterizza per un aumento della produzione di PTH in risposta a una carenza relativa di calcio e di vitamina D. In questi casi il PTH è elevato, mentre la calcemia è nella norma, o raramente ridotta. È causato da carenza di vitamina D, insufficienza renale e sindrome da malassorbimento.
  • Iperparatiroidismo terziario
  • Si verifica raramente e costituisce solitamente un’evoluzione di iperparatiroidismo secondario in pazienti con insufficienza renale cronica di lunga durata. In questi casi si osserva un’iperplasia (aumento di dimensioni) delle paratiroidi, dovuta alla perdita di capacità di autoregolare la secrezione di PTH basata sulla calcemia.

Nell’iperparatiroidismo il trattamento migliore al fine di ottenere la guarigione o il controllo della malattia è l’intervento. In alcuni casi possono essere somministrati farmaci che riducono la produzione di PTH e/o l’ipercalcemia. Prima del trattamento è sempre necessaria una fase di studio, per definire se il problema riguardi una sola ghiandola o più di una, e quindi verificare che non si tratti di forme genetiche ereditarie, che devono essere trattate in modo diverso rispetto alle forme sporadiche.

Ipoparatirodismo

La causa più comune dell’ipoparatiroidismo è il danno delle paratirodi conseguente a un intervento chirurgico al collo, per esempio in seguito a tiroidectomia, o a interventi per tumori alla gola (l’asportazione chirurgica delle paratiroidi può essere involontaria, oppure voluta, in quanto le ghiandole sono compromesse). In altri casi l’ipoparatiroidismo può verificarsi come conseguenza di un trattamento con radioterapia a livello testa-collo. Raramente questa patologia è dovuta a malattie genetiche che alterano la funzione o l’anatomia delle paratiroidi o a malattie autoimmuni che le danneggiano. L’ipoparatiroidismo ha come conseguenza l’ipocalcemia, ossia bassi livelli ematici di calcio.

L’ipoparatiroidismo è trattato con la somministrazione di integratori di calcio e vitamina D e, negli ultimi tempi e in casi selezionati, con l’iniezione giornaliera di un analogo del PTH, al fine di riequilibrare i bassi livelli di calcio nel sangue.

Associazioni pazienti:

IPERPARATIROIDISMO

Associazione Italiana Neoplasie Endocrine Multiple di tipo 1 e 2 – ONLUS (AIMEN 1& 2): https://aimen.it/

IPOPARATIRODISMO

Associazioni pazienti:

Associazione Italiana Neoplasie Endocrine Multiple di tipo 1 e 2 – ONLUS (AIMEN 1& 2): https://aimen.it/

-Associazione Per i Pazienti affetti da Ipoparatiroidismo (APPI):  https://www.associazioneappi.it/