OSTEOPOROSI

OSTEOPOROSI

L’osteoporosi è la più comune malattia metabolica dello scheletro ed è caratterizzata da una riduzione della massa ossea e da cambiamenti nella qualità della microarchitettura ossea, l’ossodiventa più poroso,fragile e soggetto a fratturarsi anche in seguito a un trauma minore. Una certa riduzione della massa ossea, detta osteopenia fa parte del naturale processo di invecchiamento, ma può verificarsi anche in seguito a patologie che si riflettono sulla qualità dell’osso.

 

La robustezza del nostro scheletro è determinata da vari fattori, uno di questi è quantità e qualità di osso accumulata in gioventù fino al momento definito picco di massa ossea, che è in gran parte determinata da fattori genetici ma in cui gioca un ruolo importante anche un corretto stile di vita e una corretta alimentazione. Al contrario di quanto si pensa, l’osteoporosi non riguarda solo le donne dopo la menopausa, ma è un rischio per tutti. Si può determinare la probabilità di insorgenza dell’osteoporosi prendendo in considerazione i fattori di rischio, che possono essere non modificabili o modificabili, sui primi non possiamo intervenire, mentre sui secondi sì. L’osteoporosi è una malattia silenziosa: i sintomi di solito si verificano solo quando l’osso è ormai molto compromesso, e si manifestano come dolore muscoloscheletrico che infine sfocia nella sua complicanza: la frattura, spesso causata da un trauma anche minimo.

 

Le fratture da fragilità più comuni dell’osteoporosi coinvolgono la colonna dorso-lombare, il femore prossimale (collo del femore) e il polso. Per questo dopo le donne dopo la menopausa, e comunque in ogni caso dopo i cinquant’anni nel caso che si sia verificata una frattura causata da un trauma minore, è opportuno controllare la salute delle ossa verificando la qualità e resistenza del tessuto osseo. La Bone Clinic offre pacchetti ad hoc per la prevenzione dell’osteoporosi e una serie di percorsi terapici per chi già soffre di questa condizione.

 

Lo scheletro: un bene da preservare per la vita

Lo scheletro ci sostiene, permette il movimento, protegge i nostri organi, funge da riserva di calcio. È una formidabile architettura di cui bisogna aver cura per tutta la vita, perché se sta bene il nostro scheletro, stiamo bene anche noi. Preservare in salute le nostre ossa è il compito che si è ,preposta la Bone Clinic, portando avanti un percorso di prevenzione, di cura e di recupero che ci aiuta a conservare nel tempo la salute dell’osso.

 

Conosciamo l’osso

Lo scheletro sembra in apparenza statico, ma in realtà il tessuto che lo compone è in continua attività, nel corso di tutta la vita. In ogni istante piccoli segmenti di osso usurato o danneggiato vengono sostituiti da materia ossea nuova, in modo da mantenere lo scheletro in efficienza.

Le ossa che compongono lo scheletro presentano due strutture istologiche fondamentali: l’osso corticale, compatto e denso, che si trova all’esterno del segmento osseo, e l’osso trabecolare, di struttura spugnosa, che si trova invece all’interno. Osso spugnoso e osso compatto sono presenti in tutte le ossa, ma in proporzioni diverse, a seconda della forma e della funzione dell’osso stesso.

In ogni caso, sia che si tratti di osso corticale, sia di osso trabecolare, la “materia prima” che lo costituisce è il calcio, il quale dà origine, legandosi al fosfato, al cristallo di idrossiapatite, la componente principale delle ossa. Il calcio che ci occorre per costruire e mantenere in salute le ossa è assunto attraverso la dieta, e assorbito a livello intestinale grazie all’azione della vitamina D, che assume quindi una grande importanza per la corretta mineralizzazione dell’osso e nel mantenimento della sua salute.

Il calcio presente nel corpo è in gran parte (l’80%) immagazzinato nelle ossa, ma la sua funzione non è solo quella di contribuire alla formazione delle ossa, bensì questo minerale è fondamentale per assicurare la salute e il funzionamento corretto di tanti altri organi e apparati come, per esempio, l’apparato muscolare e il sistema nervoso. Così, quando i livelli ematici del calcio sono troppo bassi, l’organismo lo va a prelevare dalle ossa, le quali acquistano quindi anche una funzione di “serbatoio” del calcio necessario all’organismo.

 

Le ossa nel corso della vita

La funzione di “costruire” il tessuto osseo spetta a cellule dette osteoblasti, mentre il riassorbimento del tessuto usurato è compiuto da cellule dette osteoclasti: la loro azione combinata è detta turnover osseo, il quale porta, nell’arco di pochi mesi, al rimodellamento osseo e alla sostituzione completa del tessuto che costituisce le ossa.

La crescita dello scheletro, dal momento della formazione del feto fino all’età adulta, avviene proprio grazie al turnover: quando siamo giovani gli osteoblasti producono più tessuto osseo di quanto ne venga riassorbito e il bilancio calcico è positivo, le ossa allora si accrescono e si irrobustiscono. Ciò avviene fino all’età di circa 20-25 anni, quando raggiungiamo il cosiddetto picco di massa ossea: il momento di massima forza e robustezza delle ossa. La quantità di osso che si accumula durante il picco di massa ossea è in gran parte determinata da fattori genetici, quali la familiarità, il sesso e l’etnia, ma è possibile agire fin dall’infanzia per aiutare l’organismo a raggiugere il massimo del proprio potenziale, assicurando ai bambini un’alimentazione sana e ricca di elementi utili all’osso (come il calcio) e favorendo la pratica dell’attività sportiva fino dall’infanzia.

Dopo i 25 anni circa, a una prima fase di sostanziale equilibrio dell’osso, ne subentra una in cui la quantità di tessuto osseo riassorbito supera la quantità quello prodotto. L’osso diventa progressivamente meno resistente e denso. Questo processo di impoverimento dell’osso, di per sé, è naturale, ma a volte lo sbilanciamento tra tessuto riassorbito e tessuto formato è superiore al normale e tale da ridurre in modo eccessivo la densità minerale ossea, determinando variazioni nella microarchitettura ossea. In tal caso il tessuto diventa estremamente poroso, sottile e soggetto a fratture: siamo di fronte all’osteoporosi.

 

L’osteoporosi è molto comune nella popolazione anziana, sia maschile, sia femminile di tutto il mondo. Le donne attraversano un periodo critico quando entrano in menopausa, perché le variazioni ormonali che questa comporta determinano una rapida perdita di massa ossea. Anche gli uomini perdono massa ossea invecchiando, ma in modo più regolare e diluito nel tempo, non essendo sottoposti alle variazioni ormonali che riguardano le donne. Però intorno ai settant’anni la perdita di osso in uomini e donne si equivale.

L’insorgenza dell’osteoporosi non è inevitabile: si può fare molto per prevenirla, a cominciare dalle abitudini e dallo stile di vita praticato fin dalla più tenera età. Avere formato uno scheletro sano in età infantile e giovanile, averlo mantenuto in salute durante la giovinezza alimentandosi correttamente e praticando abitualmente uno sport possono essere determinanti per allontanare anche di dieci anni l’insorgenza dell’osteoporosi: non è un caso che l’osteoporosi sia stata definita una malattia infantile che si manifesta in tarda età. Per determinare se si sia più o meno predisposti all’insorgenza di osteoporosi, si possono prendere in considerazione i fattori di rischio. I fattori di rischio possono essere non modificabili, come la familiarità, il sesso, l’etnia l’età, la compresenza di altre patologie o l’assunzione di farmaci che hanno conseguenze sull’osso, oppure fattori di rischio modificabili, come le abitudini alimentari, lo stile di vita, le consuetudini alimentari, il fumo di sigaretta, l’abuso di alcool, aspetti che possono essere decisivi per determinare il rischio di insorgenza dell’osteoporosi.


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